Poesia

L’ascensore

Da nord a sud senza toccare l’equatore

pressata nei meandri di una mente forse diversa

la tua colpa se esiste non è altro che questa

vestire la maschera di comoda società non ti posa

l’ora tua ha perduto suo spazio e tempo da molto

si fa tarda ogni prova, ogni soluzione

così indossi la tua anima spoglia verso ogni mira

ma mai del tutto con testa china

corridoi freddi pieni dell’eco di una realtà taciuta

stanze cariche di un volere perduto si estremo

si tanto sa essere forte un dolore

legata ad un letto quante volte tu sola lo sai

urlare vita e morire dentro in silenzio

ed ascoltare come ognuno sia meglio al gusto di nulla

che del vero in ogni hai il beneficio del dubbio ormai

regalo di un destino che non ti ha voluta risparmiata

dello spiegarsi ormai non c’è più periodo nè parola

bocca tua non è dato raggiungere l’udire

alcuna miseria ti par divina sia questo tuo cibo

per un vissuto speso volando di schianto in schianto

la sola tua stella in battito ti tiene

evitare ogni altro t’è rimasto scelta

e sopravvivere un’altra aurora che la natura amica tua sola

chi può mai sapere di polo in polo con l’ascensore

come ci si senta senza il calore d’equatore

ogni spalla sua battaglia trasporta e ne pesa

rispetto mostrato incontra dignità sua strada affina

d’ogni lacrima ciascuno ha pulito sua spada o verrà

Che non ti sia dato capire non colpa nel puro

Almeno risparmia giudizio presto e di superficie

che per taluni diventa condanna.

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