Poesia

D’un senso afferrato

Intanto d’incanto stagione incontra piena,

si fa presto una primavera d’occhio timido.

Al passo di freddi ricordi or canta mite di sè.

Vigile sole compagno d’anziano sistema,

d’un senso afferrato entra la scena vita.

Calore in parole divengono cornice…

Ed il prossimo avvenire ne segue gusto,

che per il breve mancar d’esso,

si fa immenso vuoto che d’agito vuol poco.

Coscienza del giusto in perdizione armonica,

d’anima voce spento il suono in omertà.

Credere che d’alta capacità nessun tocca,

in mente però, di nulla silente n’è il rumore…

Bastava poi mettere in ogni cosa il cuore.

Eppur di tale dote si risparmia collettivo tiro,

ma l’arma in riflesso ne trova ritorno…

sicchè di paura ci vive d’intorno nesso.

Essenza trasparente in sapor di necessaria esposizione,

a spirale si ripete per darsi una ragione.

Evoluta speranza or chiede dalla soglia,

ed il mondo pian piano si riempie di voglia.

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